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lunedì 8 marzo 2010

POHF EVEN and P. K. DICK

POHF EVEN
Old band jazz of the Pitch Soul
Nel 1957, P. K. Dick e Mucking Ethetha si conobbero al Pitch Soul di Chicago. Fu Ralph Barton, un comune conoscente dei due, a presentarli nella fortuita occasione.
Ethetha sembrava entusiasta di avere conosciuto l'autore di The Cosmic Puppets, La Città Sostituita, e iniziò a porre mille domande a Dick sui come e i perché di una storia del genere, confessando a questi che qualcosa di simile gli era capitata qualche anno prima, benché con tutt'altri sviluppi e meno ricca di fantasia.
Il tizio sembrava niente più di un maturo signore di colore, magari un po' alticcio ed in vena di deliri, tuttavia Dick gli chiese di raccontare la sua storia.
«Ok amico, te la racconto. Ma una volta finito ricorderai un fottuto niente di quanto ti avrò detto!» Secondo Barton, Dick diede corda ad Ethetha essenzialmente per far trascorrere il pomeriggio in attesa dell'ora della sua partenza, che sarebbe avvenuta verso sera. «Se t'interessa ricordarla dimmelo subito.», «Ok, m'interessa.» Rispose divertito lo scrittore.
Dopo qualche altra birra e un paio di bicchierini di scotch, Ethetha era giunto quasi alla fine del racconto e s'interruppe sulle le ultime fasi, quelle che avrebbero dato un senso, se mai ci fosse stato, all'intera storia.
Spinto dalle insistenze dello scrittore, Etheta si convinse a terminare il suo racconto, ma volle che Dick si allontanasse per consegnare il finale al solo Barton, facendosi promettere che quest'ultimo l'avrebbe riferita a Dick solo quando sarebbe uscito dal locale in compagnia dell'amico.
Una volta sul taxi diretto alla stazione centrale di Chicago, Dick pregò Barton di riferirgli quanto aveva saputo e questi, con una faccia confusa quanto perplessa, gli chiese di cosa stava parlando. Dopo qualche insistenza, Dick irritato dall'atteggiamento dell'amico, gli fece un breve riassunto del racconto di Ethetha e Barton, alla fine, rispose entusiasta: «Cazzo Dick! È la trama del tuo nuovo racconto? Aspetta!... non mi dire come va a finire che sennò poi mi passa la voglia di leggerlo!»
Si dice che lo scrittore abbia tentato più volte di scrivere quella storia, ma che per quanto si fosse impegnato non riusciva a proseguire oltre il primo capitolo, quello dell'incontro al bar.
Si dice anche che I. J. Marante, il filosofo dei paralleli multipli, esistente tra questo e il terzo parallelo scoperto da Vladimir Hokrja nel '73, abbia invece tratto la sua Teoria dei Lembi dalla stessa storia e che sia questa la ragione per la quale la si conosca poco o per nulla.
La Storia Vera mai Vissuta è alla base di ogni racconto di fantascienza - o Possibility Human Future Event, (Pohf-Even, come definisce la Fantascienza e i suoi orpelli il Marante - e che prima o poi, navigando nell'universo di questo segmento della letteratura, ci si deve imbattere in essa per non esaurire la propria vena creativa.

venerdì 15 gennaio 2010

L'ESSA AMA

ESSA AMA

“Me ne liberi! Me ne liberi subito! ” La voce di Muxi era terribile. Sembrava un lamento di lame contorte. Amava Ester, almeno l'aveva amata, ma da un po' di tempo le cose andavano male. A parte il lavoro di oncologa che la teneva troppo impegnata, sembrava che la sua imbranataggine fosse peggiorata all'ennesima potenza.
“ Non posso! ” rispose irritato il dottor Faster, “ Lo sa che dovete concordarlo, altrimenti c'è pericolo che un lembo resti attaccato con conseguenze imprevedibili! È capitato che uno dei due non se ne sia liberato del tutto e ci è rimasto secco. Se ci tiene alla pelle si metta d'accordo con lei. ”
“Ma è per salvarmi la pelle che voglio liberarmene! Questa mattina è sicuramente inciampata al lavoro, e si è fatta male al piede… Guardi! ”
Muxi mostrò la vistosa fasciatura del piede sinistro. “ Anche io ho preso in pieno la gamba della scrivania con il dito piccolo! È un continuo stillicidio! ” Faster scrollava la testa mostrando tutto il proprio disappunto. Glielo aveva detto che sottoporsi all'ESSA implicava un totale coinvolgimento empatico. Aveva avvisato entrambi, lui ed Ester, che dopo avrebbero condiviso ogni cosa, anche quelle brutte. Ora, poteva anche dirgli che con uno sforzo di volontà gli effetti empatici potevano essere controllati, per lo meno ridotti, ma non sarebbe servito. Non con uno in quello stato.
“ Questo non cambia che lei e la sua donna dovrete decidere, desiderare entrambi… ” e sottolineò con forza la parola ‘entrambi' “ …di riconvertire gli effetti dell'ESSA. Se uno dei due non è convinto, non serve. ”
Muxi era disperato. Ester sembrava cercarsi ogni casino apposta. Non gli avevano detto che una volta ‘trattati' dall'ESSA anche le goffaggini dell'una divenivano dell'altra. Vada per il modo di pensare, di amare, di desiderare le stesse cose, ma anche i guai si duplicavano!

Giunto a casa trovò Ester in lacrime. “ Accidenti! ” si disse, “ Dovevo immaginarlo che avrebbe empatizzato anche il bisogno di separarmi da lei! ” Tuttavia assunse un'aria afflitta. Del resto non ne poteva fare a meno. “ Se è per la mia… ” Lei lo interruppe con un gesto secco. “ Sai quei piccoli incidenti? Cancro! ” Muxi a momenti sveniva. Sapeva che non mentiva. “ Voglio separarmi. Subito! ” Continuò Ester decisa. “ Non dire niente e facciamolo. ” Muxi non sapeva se ringraziare dio o se sentirsi un verme. Sentiva che Ester aveva deciso per amore. Nonostante lui si sentisse sempre più assente e affatto felice. Ma in quel caso… l'ESSA avrebbe potuto procedere?… Ester intercettò la sua preoccupazione. “ Funzionerà. Perché lo desidero intensamente. Come te. ” Muxi sapeva che era vero anche quello.
Il pomeriggio seguente Muxi ed Ester erano di nuovo dal dottor Faster, che li aveva prenotati per la divisione. Avevano compilato il lungo modulo in silenzio, ed in silenzio si distesero sui lettini nella stanza dell'ESSA. La procedura era un po' più complessa. Non era facile districare un nodo empatico, lasciando intatte idee e pensieri di ciascuno dei due. Alla fine, tra una serie di verifiche e un lavorio intenso, la macchina restituì loro la condizione originale di due individui distinti.

Una volta a casa Muxi iniziò immediatamente a preparare le valige, ed Ester prese ad ostacolarlo. “ Cosa stai facendo? Vado via io, la casa la puoi tenere… ” Ester lo guardò dritto negli occhi, gli prese le mani e lo costrinse a sedersi. “ È al cervello… e ce l'hai tu. Sei tu quello che sta perdendo il senso dello spazio. Sei tu che stai male. ” Muxi non le voleva credere. Senza empatia non era in grado di valutare la sua sincerità. “ Come fai a saperlo? ” Ester sorrise triste. “ Sai che lavoro faccio, no? Ho colto i segnali. Domani verificheremo, ma ti starò comunque vicina. ”


Nik
è la valvola dell'ESSA.

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lunedì 14 dicembre 2009

NATALE A PRIMAVERA


Il Natale del 2068 fu l’ultimo Natale d’inverno. Da troppo tempo oramai la festività principale per incrementare i consumi doveva competere con altre occasioni e abitudini oramai consolidate. A cominciare dall’Halloween Four, cinque fine settimana di spese per le rivisitazioni dei vecchi classici dell’orrore. A seguire una miriade di festività e ricorrenze nazionali nate dal boom degli anni ’40, dove la folle spesa impazzava per ogni pretesto, come le Cellular Comm. Day, occasione per rinnovare il proprio modello di micro palmare ausonico con la data di scadenza di un anno. O la Skill Art Days, tatuaggi a copertura totali, asportabili e ricollocabili in cornici come quadri, o la due 2 Giorni Hig Sex passati a cavalcare splendidi esemplari del sesso a gettone. Per non parlare del capodanno esteso dalla mezzanotte del 31 dicembre fino al 6 gennaio, dove per ogni serata si festeggiava un tema: salute, amore, soldi, carriera, fortuna e coraggio. Già in grave crisi da decenni, il Natale veniva festeggiato da una sempre più esigua minoranza nel mondo industrializzato. Un certo successo lo riscuoteva ancora nei paesi poveri nella fascia dei tropici.
A questo punto si rese necessario trovare una soluzione drastica, rischiosa quanto di possibile successo. La data fu scelta cercando di accorpare l’antico periodo della quaresima e della Pasqua, in un continuum religioso, alternando di pochi giorni nascita e resurrezione, impegnandosi in suggestive rappresentazioni della narrazione biblica. Tutte le diverse cristianità furono d’accordo, ed unirono i loro sforzi. La seconda settimana di aprile era perfetta. Lontana dai monsoni estivi e dallo sperpero ateo dell’inverno industrializzato.
Si trattava di far capire come mai, per secoli, milioni e milioni di fedeli sapevano che il 25 dicembre era nato il Cristo. La maggioranza dei credenti non sospettava che tutte le chiese erano ben al corrente che Cristo era  nato approssimativamente 2 mesi dopo. Si sarebbe dovuto dai conto ai credenti della scelta mirata a soffocare le festività pagane, eredità Romaniche dure a morire, che anticipavano di qualche giorno il Natale del 25 dicembre, e che adesso si cedeva il passo alla vasta secolarizzazione moderna.
Non fu molto difficile. Babbo Natale e le sue renne erano già estinti e la Befana lo aveva preceduto nel 2020. Fu ritrovato un documento, un’antica pergamena in ebraico, già da secoli custodita nelle casseforti del Vaticano, in cui era ben appuntata la data di nascita di Gesù, e che spiegava come questa dovesse coincidere, per volontà divina, con lo stesso periodo della sua morte 33 anni dopo. La frase d’ordine che spiegava tutto era: “Abbiamo trovato la pergamena quando il signore ha voluto che sapessimo!” Funzionò.
La cosa, architettata ad arte, fece un tale effetto sui fedeli che questi reagirono con una vasta ondata di delirante esaltazione mistica. L’esempio coinvolse altre persone, ed in un susseguirsi di conversioni alla fede, in pochi anni il Natale riprese il suo posto di leader delle festività. C’è anche da dire che la settimana religiosa era splendidamente arricchita da spettacoli straordinari, concerti oceanici, predicazioni degne dei più grandi show mai realizzati.

Il 25 dicembre di quest’anno, a quasi 30 anni dal cambio data, nel nord europa, in tre città della Danimarca, dell’Irlanda e dell’Estonia, si è tenuta la prima festa del vecchio Natale d'inverno totalmente sponsorizzata dalla multinazionale Roloregex. Lo scopo era di registrare il brevetto del nome "Natale" in tutte le lingue. Essendo a tutti gli effetti un’operazione commerciale è stato dunque possibile. 

La Roloregex ha manifestato l'intenzione di far valere il copyright anche sul vero Natale religioso di primavera. Pur non intendendo proibire o ostacolare la ricorrenza religiosa, esige tuttavia che gli si versi una royalty (si vocifera onerosa) per l'uso della parola ‘Natale’ in ogni lingua, sia se è scritta o presente in una canzone, in uno spettacolo, in rete, e ovunque giunga al vasto pubblico. 
Sarà possibile usarla gratuitamente solo se accompagnata dalla frasetta ‘By Roloregex’.

Nik babbo pasquale